Aurora e la sua Mamma Prematura

Ciao a tutti,
sono la Mamma (Prematura) di una splendida bimba, che giunta a 25 settimane, ha deciso di venire al mondo, con un peso di 800 gr, impaziente di incontrarci!

Iniziamo dal principio.
Il piccolo deve ancora apparire in ecografia, ma già ti senti … una Mamma!
Inizialmente uno, ma al successivo controllo, mi viene detto “Sai, forse sono due!”
Ho vissuto in maniera più o meno tranquilla la gravidanza … fino al momento in cui, la mia vita ha ricevuto uno “Stop”!

Cosa accade quando il tuo piccino decide di venire alla luce prima del previsto? Cosa accade se il piccino, nasce a 25 settimane?
Io non conoscevo la prematurità e tutto quello che mi accadde, mi prese molto alla sprovvista.

Immaginavo il giorno del parto, presso la clinica in centro da noi scelta. Immaginavo mille cose, ma nessuna di queste ha trovato riscontro nella realtà. Palermitana d’origine, la nostra vita è sempre stata divisa fra due Provincie: Palermo e Messina.
Abito a Palermo, scelgo un ginecologo ed una clinica nella mia città, ma nel corso del sesto mese, mi trovo vicino Messina e lì rimarrò per quasi 4 mesi, fra il reparto di ostetricia/ ginecologia e Utin di Patti.

Giunti alla 25esima settimana, i piccoli fanno capolino e decidono di venire alla luce, molto prima del previsto.

Nel momento in cui mi accadono le cose, per fortuna, cerco di non farmi prendere dal panico o dal dispiacere, ma cerco di capire bene come procede il tutto.

I piccoli vengono di corsa portati in Utin, mentre io vengo portata in sala operatoria.

Appena sveglia, dopo l’anestesia, il mio unico pensiero erano i miei cuccioli.
La Dott.ssa Coletta e la Dott.ssa Raimondi ci accolgono, spiegandoci tutto. Erano termini e situazioni che non conoscevo!
(Le ricordo con un affetto indescrivibile. Ho ben in mente il ricordo di quella sera, oltre ad essere professionali, sin da subito, mi hanno dato l’impressione di essere entrata per forza di cose in … “Una Grande Famiglia“!).

Arriva l’infermiera Silvana! Con molto affetto, mi spiega come disinfettarmi prima dell’ingresso in Utin, dove riporre le mie cose e come coprirmi con uno strato “Verde”).
Entro e il primo pensiero, va ai tubicini legati ai cuccioli. Ai rumori delle macchine. Il pensiero va anche alle loro dimensioni. Sono davvero piccoli.

Torno in camera e piango. Ho paura che possano sentire troppo dolore. Penso che vorrei io il loro dolore e darei la mia stessa vita per farli stare bene!

In camera insieme a me, nel corso della lungodegenza, si erano susseguite delle mamme con i loro piccoli.
I miei non sono mai entrati in camera, tanto che la prossima volta sapete che farò? Appena torno in Utin, faccio infiocchettare la piccola Aurora, chiedo una camera alla Dottssa Klein, e chiedo all’infermiera Giusy di mettere Aurora nella culletta trasparente e di … di corsa in camera! Hihihi.

Scusate ma non riesco a rimanere seria a lungo, anche quando si parla … del mio dolore.

Bhè ecco le frasi da NON dire MAI alle Mamme Premature:

1. Mi mandi una foto su WhatApp?? (No, cerca di capire il mio stato d’animo, cerca di comprendere il nostro bisogno di privacy)
2. Ricevuto un “NO” non insistere con frasi del tipo “Ma dai almeno lo conosciamo!” (Arghhhh!)
3. Tranquilla deve prendere peso e lo dimettono (Ma che ne sai del nostro percorso …)
4. Ah! Ma vedi che io sono nato di 7 mesi, sono settimino! (In quel momento non mi interessa. Non sai neanche quanto sia piccolo un cucciolo
di 25 settimane!)
5. Tranquilla, mal che vada potrai avere altri figli (purtroppo mi è stato detto anche questo, con l’unico effetto di far allontanare le persone dal mio
sguardo! Non volevo sentirle neanche per telefono certe schiocchezze).

Ecco spiegato il motivo della mia scelta di spegnere il cellulare e di chiudere momentaneamente ogni contatto con il mondo esterno.
In quei giorni, permetto solo a poche persone di venire a trovare i piccoli.
La mia famiglia e degli amici veri, amici che magari non riesci a vedere ogni giorno, ma sai che in qualunque momento, puoi contare su di loro. Persone sincere, che ti capiscono e che si contano sul palmo della mano.

Ti rendi subito conto, di quanto poco, si conosca la prematurità, un percorso di paura e difficoltà, di dolore e forza.

Fra serio e semiserio, non sono mancati piccoli aneddotti, che spezzavano la triste quotidianità!
Mia madre (preciso l’età: 65 anni!) riceve il permesso per accedere alla visita serale, quando una mamma le chiede con garbo “mi scusi, ma lei allatta?”, mia madre ridendo ha risposto “No, guardi sono una nonna. Ho un permesso speciale!”
La mamma non contenta della gaffe, si gira verso un Sig. e chiede, “Ah! Ma allora lui chi è tuo padre?”. Oddio, la guardo e le dico, “No, guarda, io il papà non ce l’ho più. Non so chi sia questo Sig. immagino sia un altro papà!” (peraltro notevolmente più giovane di mia madreee!)

In un altro momento una dolcissima mamma in apprensione mi chiede dove poter acquistare i camici verdi, pensando di posizionarli all’ingresso del suo appartamento giunta alle dimissioni. Comodi e pratici, possono essere utilizzati dai parenti in visita, e poi si sa, il “verde va con tutto”!!!
Le risposi, consigliandole di lasciare i camici e i ricordi legati ad essi in Utin!
Per fortuna ascoltò il mio consiglio.

Un neo papà felice per la nascita del bimbo, inizia a fare i selfie davanti la porta dell’Utin.
Giorno dopo giorno, ahimè, gli viene comunicato che il bimbo verrà trattenuto. Riguardando le foto, il papà nota una presenza costante.
Il neo papà, si avvicina a mia madre e le dice “Sig.ra guardi, lei è presente in tutti i miei selfie!”,
Sì, perchè mia madre, stava sempre seduta fuori la porta dell’Utin. Questo papà e sua moglie diventeranno nostri dolcissimi compagni in questa avventura.

Torniamo al nostro percorso, simile ad una giostra. Un giorno si va su, altri tre giù.
Mi sono sentita Mamma sin da principio, quindi dopo il primo pianto iniziale, durato quasi tutta la notte, finendo le lacrime, ho deciso di darmi una smossa.
Ero mamma di due splendidi bimbi che avevano bisogno di me. Dal secondo giorno, eccomi combattiva più di loro, vivendo alla giornata, godendomi ogni attimo, tenendogli le gambette durante le trasfusioni. Non me ne sono persa una.

Una notte, il mio piccolo, dopo quasi due mesi di vita in Utin è volato in cielo.
Sono serena, penso a lui ogni giorno e sono convinta sia sempre qui con noi.
Se voglio fare qualcosa per lui, lo faccio per Aurora.
Non le mancano macchinine fra i giochini e qualche maglietta blu!

Anche lì, il sorriso e la forza che contraddistingue la nostra famiglia emerge.
L’indomani dal terribile evento, io e la nonna rimaniamo chiuse in camera mortuaria (per 20 min), fino a  quando non viene ad aprire un inserviente.

Il prete durante la funzione, non riusciva a pronunciare il nome di mio figlio. Kevin. Si chiama Kevin! Mio dolcissimo Kevin!
Ogni volta lo chiamava con un nome diverso, “G..hevian”, “Gevin” , “Gevian” tanto che pensavamo di aver sbagliato funerale…

Il prete inciampando sul suo abito, stava cadendo sulla bara.

Posta la piccola bara al di sopra delle altre, nella tomba di famiglia, sentiamo un tonfo.
Le bare sottostanti, sono crollate una sull’altra e sento urlare da un manutentore “Sigra, perfetto, qua si sono fatti altri tre posti!
Avete un bel pò di spazio! (Immaginate gli scongiuri!) Non deve più pagare lo spurgo!”
No comment!

Torno di corsa dalla piccola Aurora in Utin.
Lei mi da la forza di andare avanti, di non mollare. Fra alti e bassi, ogni tanto decideva di strapparsi via i tubicini, in stile fai-da-te.
Ormai era bravissima!

Capito il meccanismo, quando non ne aveva più bisogno, tirava via tutto!
La monellina, giorno dopo giorno si riprende, fino al momento in cui mi chiedono i vestitini, trovandomi impreparata!
Ma davvero, anche io posso portare i vestitini? E finalmente anche Aurora prova la tanto “AMBITA” culletta trasparente!

Il giorno del passaggio, dalla terapia intensiva, alla patologica, è stato un vero e proprio evento con primo bagnetto ufficiale,  vestizione e servizio fotografico! Come una vera Star!

Impagabile la stanza delle mamme, dove riposare un pò nel corso della giornata!

Di lì a poco siamo state dimesse e siamo tornate nella nostra casetta.
Fra me, mia madre e mia sorella, Aurora ha tre mamme! Ma io sono il Capo Mamma! Hihihi
Dio, ha voluto che io vivessi questo percorso. Nonostante tutto, nonostante il dolore provato, mi ha permesso di superare tutto e di tenere fra le braccia la mia Aurora.
La piccola sta bene. E’ curiosa e solare! Adesso ha 9 mesi corretti e frequenta già l’asilo!

Credo che la mia casuale presenza in quei giorni, vicino l’Utin di Patti sia stata provvidenziale! Un vero segno del destino!
Ho avuto la fortuna di conoscere la Dottssa Cacace e tantissimi Dottori bravissimi, durante il periodo trascorso in Utin, ci sono stati vicini e ci hanno fatto sentire a “CASA”. La notte riuscivo a dormire, pensando che in Utin c’era del personale dolcissimo, che avrebbe accudito i piccoli, come avrei fatto io!

Se di turno la sera c’era il Dott. Fulia, correva voce fra le mamme “Stasera c’è il fantastico Dott. House!”.
Oltre alla Dottssa Cacace, per la quale dovrebbero attivarne immediata Beatitudine, nel nostro cuore c’è anche la zia Sole, una zia speciale, che ci ha sopportato fra consigli e telefonate nel corso di tutto il primo anno.
Mia madre provava a corrompere gli infermieri, chiedendo se potevano prendere un mese di aspettativa, per stare con noi a Palermo giunti alle dimissioni!
Credo che a turno l’abbia chiesto a tutti! Hihihi
Gli infermieri sono stati tutti dolcissimi e preziosi! I bimbi dell’Utin sono fortunati ad avere infermieri così dolci e professionali!
I bimbi dell’Utin hanno anche una Super Capo Sala!!!
Dolcissime la Dott.ssa Tulino e la Dott.ssa De Pasquale, Aurora è fortunata ad avere tutte queste zie!
Zio Anania e Zio Meli, senza dimenticare ovviamente il fantastico Zio Mandalari!
La Dott.ssa Camuti, credo che con me abbia perso le speranze (Hihihihi) …
Un ricordo speciale va alla Dottssa Di Meo e all’infermiere Angelo, che mi sono stati vicini nel corso della notte più brutta della mia vita, li abbraccio forte forte con il pensiero.

Ad Aurora ho promesso un mega viaggio, uno per ogni giorno in Utin … gliene spettano circa 90! Il primo è già stato fatto, stiamo già progettando i prossimi.

Una Mamma Prematura non dà nulla per scontato. Forse la prematurità è un regalo, per apprezzare d’ora in poi, ancora di più, ogni istante della vita.
Forse quando si diventa Mamma, si diventa automaticamente più forti e si riesce a sopportare tutto.

Arriva “WhatApp e il mutuo soccorso”. Una delle mamme, decide di creare un gruppo per condividere le esperienze, legate al ritorno a casa, poichè le mamme Utin, sono le uniche che possono davvero capire ciò che abbiamo passato. Consiglio di creare un gruppo del genere anche alle future Mamme!

Adesso dopo un anno, pensiamo a tutto con più serenità e abbiamo deciso di festeggiare il primo compleanno della piccola Aurora, proprio presso l’Utin. Sì, perchè non c’era altro posto, in cui saremmo volute essere, in un giorno così importante.

In verità, noi Mamme, sembravamo tante … “Madonne vestite di verde”.

Ps. Tranquille mamme, ben presto anche i vostri piccoli avranno dei fantastici rotolini sulla pancia!!! hihihih

Il momento più bello della giornata è la sera, quando giro per casa con il cesto per raccogliere i giochini che la piccola sparge in giro, perchè quello è il segno del suo passaggio …

Author: Emanuela

Share This Post On